Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Milano, facciata in mattoni e tiburio rinascimentale
Santa Maria delle Grazie, esterno — foto: Brgilo · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Ci sono opere d'arte che si conoscono prima ancora di averle viste. L'Ultima Cena di Leonardo da Vinci è una di queste: riprodotta ovunque, citata, reinterpretata. Eppure trovarsela davanti, sulla parete di fondo del refettorio di Santa Maria delle Grazie, è un'esperienza che nessuna riproduzione riesce ad anticipare. Il segreto per viverla bene è uno solo: organizzarsi in anticipo.

Un capolavoro nato in un convento

Leonardo dipinse il Cenacolo tra il 1494 e il 1498, su incarico di Ludovico il Moro, nel refettorio del convento domenicano annesso alla chiesa. Il momento rappresentato è quello in cui Gesù annuncia che uno degli apostoli lo tradirà: le reazioni dei dodici, raccolte in gruppi di tre, sono un catalogo di emozioni umane, dallo stupore all'indignazione.

Leonardo non usò la tecnica dell'affresco, ma una pittura a secco sul muro che gli permetteva di lavorare con lentezza e ripensamenti. Fu una scelta artistica geniale e, al tempo stesso, la causa della fragilità dell'opera, che iniziò a deteriorarsi già pochi anni dopo. Nei secoli il dipinto ha superato restauri discutibili, umidità e persino i bombardamenti del 1943, che colpirono il refettorio: la parete, protetta da sacchi di sabbia, si salvò. Il lungo restauro concluso nel 1999 ha restituito colori e dettagli che si credevano perduti.

Dal 1980 la chiesa e il Cenacolo sono iscritti nella lista del Patrimonio mondiale dell'UNESCO.

Come funziona la visita

Per proteggere il dipinto, l'accesso è contingentato: si entra a piccoli gruppi, attraverso una serie di ambienti filtrati che stabilizzano l'aria, e si resta nel refettorio per circa 15 minuti. Sembra poco, ma è un tempo sorprendentemente pieno, soprattutto se arrivate preparati.

Da sapere: la prenotazione è sempre obbligatoria e i posti vanno esauriti con largo anticipo, soprattutto nei periodi di fiere e nei fine settimana. Acquistate il biglietto solo sui canali ufficiali indicati dal museo, dove trovate tariffe, giorni di apertura e calendario delle vendite, e presentatevi qualche minuto prima dell'orario indicato.

Qualche consiglio per sfruttare al meglio il quarto d'ora: osservate prima l'insieme, la prospettiva che converge sul volto di Cristo e la luce che entra dalle finestre dipinte; poi concentratevi sui gesti delle mani, vero linguaggio del dipinto. Non dimenticate di voltarvi: sulla parete opposta c'è la grande Crocifissione di Giovanni Donato da Montorfano, spesso ignorata dai visitatori.

La chiesa di Santa Maria delle Grazie

Anche se non riuscite a trovare un biglietto per il Cenacolo, la chiesa merita da sola la visita. La facciata in mattoni è tardo-gotica, ma la parte più famosa è la tribuna rinascimentale, attribuita a Donato Bramante: un grande volume cubico sormontato da un tiburio a più ordini, che dall'esterno domina corso Magenta e dall'interno regala uno spazio luminoso e armonioso. Ricordate che si tratta di un luogo di culto: evitate le visite durante le celebrazioni.

Accanto alla tribuna si trova il piccolo Chiostro delle Rane, così chiamato per le rane in bronzo della fontana centrale: un angolo silenzioso che sembra lontanissimo dal traffico della città.

Come arrivare da Butterflat Milano

Santa Maria delle Grazie dista circa 3,8 km in linea d'aria da Butterflat Milano, e il collegamento è semplicissimo. Dall'appartamento si raggiunge a piedi in circa 5 minuti la fermata M1 Inganni; la linea rossa porta senza cambi a Conciliazione o a Cadorna, da cui la chiesa si raggiunge con una breve passeggiata verso corso Magenta.

Per chi è in città per lavoro, la visita si presta bene a un tardo pomeriggio dopo una giornata di riunioni: prenotate il turno, uscite dall'ufficio con calma e, al termine, concedetevi una passeggiata nel quartiere.

Da vedere nei dintorni

Corso Magenta è una delle strade più eleganti di Milano, fiancheggiata da palazzi storici. A pochi minuti a piedi trovate la Basilica di Sant'Ambrogio, cuore religioso della città, e il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia, intitolato proprio a Leonardo, dove sono esposti modelli costruiti a partire dai suoi disegni. Un itinerario coerente, tutto in una mezza giornata.

Un ultimo suggerimento: se il turno che trovate è al mattino presto, approfittatene. Il quartiere a quell'ora è tranquillo, e potete completare la giornata nel centro storico senza fretta, magari raggiungendo il Duomo a piedi o con la metro.

Leonardo a poche fermate da Butterflat Milano

Da Butterflat Milano la M1 Inganni è a 5 minuti a piedi e porta senza cambi verso Cadorna. Un bilocale tranquillo per due, con cucina completa e Wi-Fi, per rientrare dopo la visita.